martedì 3 maggio 2016

....

E' tutto nel ritmo dei suoi piedi
contro il pavimento
del mondo
che trema
e si ritira
rapido,
battito di pietra
e piastrelle
di cielo muto.

E' tutto nel ritmo del suo respiro
che articola solitudini
costruendo
e abbattendo
guerriglie verbali.
Fermi
al centro
del vortice rovinoso
delle tue ciglia,
perdendo coordinate
inseguendo cicatrici.
Resta,
senza soluzioni
la traduzione
dell'ultimo sorriso
smarrito
nella soglia degli occhi.
Seduti
sul ciglio del porto e del mare
verde di nafta,
respirando quello che resta
delle nuvole,
intrappolate nei canali di scolo
e nella paura che corre
sulla strada

si spacca
il fiato
a metà.

mercoledì 16 marzo 2016

rien



Desideri

a spina di pesce,

trafficati
da ladri inesperti...


Lasciano buchi

parentesi quadre
in equazioni di traffico.



lunedì 14 marzo 2016

lungo mare




Crepuscolo scardinato
in rovinosa luce
precipitata dagli occhi,

disfa

il peso

del tempo,

in venature di malinconia
sotto il disco piatto del cielo.


Si infrangono
corpi di parole
nel vento,

perdendo

il suono

in vortici di gabbiani e spazzatura.

Occhi petrolio
ciglia incollate

si porta dietro
il peso della fuga

e della fine

del giorno.


martedì 23 febbraio 2016

..alfabeto cerebrale

Ci sono tutti quei frammenti
nel riflesso specchiato
delle pozzanghere

e...

non so cosa farmene
della meccanica sconnessa
dei respiri.

Il corpo incapace
la parola
rotta,
striscia
lungo il perimetro della stanza
non trova uscita
muore.

domenica 31 gennaio 2016

mappa.

Al centro

è rimasto uno specchio


sopra lo specchio

scivolano

le ombre

di una città giocattolo.


Piccoli

respiri di plastica

si agitano piano

sotto

la superficie piatta

delle cose

martedì 17 febbraio 2015

?di sera....e di nuovo la sera



Usi una lingua
una qualsiasi,
e rimani schiacciato
dal suo corpo enorme.

Pietra,
terra,
e un necessario silenzio,

di rumore trema la forma del fiato.

Non c'è
rimedio
al cammino.

Non c'è tregua
al sangue mischiato
di povertà.

IL cielo ti cade dagli occhi,
perdendoti,
in tracce
di vene smarrite.

e' solo un periodo di pausa,
questa radura bianca
che ti interrompe
gli argini delle ciglia


lunedì 9 febbraio 2015

sottò città


Costruire lo scheletro del tempo

in altipiani di solitudini....urbane.

Stretti, in foreste di semafori.
Spaesati dal nostro rumore
di fumo,
gli occhi

secchi,

sgranati,
a rincorrere la lingua del cielo.

Si va facendo tardi,
per l'incedere
ostinato
delle parole ,
con le vesti a brandelli,
lasciate a testimoniare...

Tracciando la strada
in migliaia di piedi passati.

Oggi qualcuno ha dimenticato di morire.
Oggi qualcuno ha dimenticato di vivere.
In ogni caso si è riusiti ad ingannare il tempo.
Ci facciamo rimboccare le palpebre
dal giallo ritardo dei tram ..